marta sui tubi | Felson

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domenica, 04 maggio 2008

Isole e sogni.

Prima edizione del Neverland Festival, a Calusco d’Adda. Due giorni, gruppi interessanti e soprattutto gratis. Ehi, ho detto gratis!

Un festival alla prima edizione che ci darà molte soddisfazioni negli anni futuri, se si continua su questa strada.

Ottima musica, grande atmosfera. Personalmente ho giocato per tutto il tempo a fare il fotoreporter di trincea attaccato al palco, circondato da fotografi veri industriosi e lesti, nonché il superdiscreto bazzicatore di backstage.

Comunque grande manifestazione. Complimenti soprattutto a:

* Marta Sui Tubi: sempre divertenti, sempre sul filo tra emozione ed ironia, tra rock e folk.

* Amor Fou: del nuovo progetto di Alessandro Raina me ne parlavano molto bene già da un po’. Dal vivo sono stati una scoperta e mi hanno letteralmente conquistato.

* Il Teatro Degli Orrori: una sicurezza, una potenza. Il loro miglior concerto tra quelli che ho visto. Un cavvavmato di vock pev voi!

* Marlene Kuntz: nel difficile compito di rispondere con garbo ai fan che chiedevano a ripetizione Festa mesta, Ape regina e Sonica (nessuna delle tre è stata fatta), decidono di puntare soprattutto sull’ultimo disco, “Uno”, su tre cover (una dei Diaframma, una di Gaber e una della PFM) e su qualche classico che si inserisce bene tra le nuove (Nuotando nell’aria, Ineluttabile, L’esangue Deborah, La canzone che scrivo per te, A fior di pelle). Un gran concerto. La vera novità è che adesso nella disposizione sul palco Tesio sta alla sinistra di Godano.

Menzone di lode anche agli altri gruppi (Gea, Fabrizio Coppola e, ehm, Morgan. Ahahaha, Morgan. Uno stuolo di ragazzine lo aspettava fuori dal backstage con cartelli del tipo “Morgan 4 ever”. Il Castoldi è arrivato giusto il tempo di salire sul palco e se ne è andato subito dopo come una supercelebrità, non degnando nessuno. Ahahahah, Morgan.)

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morgan, marlene kuntz, marta sui tubi, il teatro degli orrori, amor fou

domenica, 11 dicembre 2005

Serata storta?

10 dicembre, Bloom, Mezzago. Serata musicale, concerto dei Marta Sui Tubi, seconda volta per me dopo la loro esibizione al Miami. Prima di loro comunque i tanto famigerati guest. Il primo gruppo si chiama MadBass o MadBase o qualcosa di simile. Salvo il cantato, tutto il resto lo butto. Il pubblico invece è tutt’altro che difficile stasera e applaude, grida contento, si esalta per un nonnulla. La seconda spalla è Kama, cantautore di Desio, qui con il suo gruppo. Musicalmente è l’apoteosi de “già sentito”: il primo pezzo è identico a L’isola di Wight dei Dik Dik, l’ultimo a La sinfonia dei topi degli Afterhours. In mezzo tutto il peggio, con testi che dovrebbero essere ironici ma che mi portano solamente a interrogarmi sul valore della vita. La sua. Non sono io ad essere così stronzo, sono queste cose che mi portano a cotanta cattiveria. I diggeis si guardano e mi guardano, tutti e tre speriamo che finisca presto.

Poi il tanto atteso trio dei Marta Sui Tubi. E qui inizia il delirio. Fin da subito la voce del cantante va e viene dall’impianto, poi sparisce in pieno. In seguito si scoprirà che il problema era dovuto ad un aggeggino proprio del gruppo, nemmeno del locale ospitante. E così il concerto rimane menomato nonostante gli forzi di cantare nel microfono del chitarrista e di fare ironia su questo casino. Nella mezz’ora centrale in cui tutto funziona dimostrano il loro grande valore, la loro capacità di fare musica e spettacolo, di miscelare indie rock e musica popolare. Li rivedrò in condizioni migliori, lo so. Arrivederci, Marta.

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marta sui tubi, kama

martedì, 21 giugno 2005

Memory of a festival: MiAmi – prima parte

Venerdì 17 giugno, nonostante la caldazza, alle 17.30 eccomi all’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano pronto per godermi un po’ di musica dal vivo al MiAmi Italian Indie Rock Festival. Che è successo? Ecco qua:

* Stardog: l’unica cosa che manca a questi cari ragazzi è solamente un po’ di pubblico. Meriterebbero un’attenzione proporzionale al loro grande talento e ai loro ottimi pezzi rock noir.

* Valentina Dorme: mah, non mi convincono: si vede che c’è stato un grande lavoro sui pezzi, ma il risultato non è quello che ci si aspetta.

* Mariposa: strambi e strampalati, divertono e si divertono con le loro bizzarrie musicali. Il simpatico cantante, una sorta di sosia di Lucio Dalla in maglietta a righe orizzontali rosse e bianche (azzurre e bianche il secondo giorno), si rivela uno dei personaggi del festival.

* Marta Sui Tubi: trascinanti con il loro sicilian indie rock, ironici e briosi.

* Non Voglio Che Clara: il punto dolente del festival: noiosi, piatti, banalotti e a tratti rompiballe. Tutto ciò che fanno ha la sensazione di “già sentito”, sia musiche che testi. Ho solo voglia che finiscano al più presto (e non sono l’unico a pensarlo).

* Paolo Benvegnù: gran concerto in cui il pubblico è seduto e attento: si immerge nell’intensità di canzoni semplici, belle e interpretate col cuore. L’importante è solo questo.

L'ennesima insoluta piccolezza di: Felson a 08:30 | link | commenti oppure commenti (pop-up) |
stardog, valentina dorme, mariposa, marta sui tubi, non voglio che clara, paolo benvegnu



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