B r e v i v i a g g i s o n o r i
Cercasi nuovo template, si ricambia con sempiterna riconoscenza.





Mail: sonic-kid [at] libero.it
Msn: ed.felson [at] hotmail.it
Isole e sogni.
Prima edizione del Neverland Festival, a Calusco d’Adda. Due giorni, gruppi interessanti e soprattutto gratis. Ehi, ho detto gratis!
Un festival alla prima edizione che ci darà molte soddisfazioni negli anni futuri, se si continua su questa strada.
Ottima musica, grande atmosfera. Personalmente ho giocato per tutto il tempo a fare il fotoreporter di trincea attaccato al palco, circondato da fotografi veri industriosi e lesti, nonché il superdiscreto bazzicatore di backstage.
Comunque grande manifestazione. Complimenti soprattutto a:
* Marta Sui Tubi: sempre divertenti, sempre sul filo tra emozione ed ironia, tra rock e folk.
* Amor Fou: del nuovo progetto di Alessandro Raina me ne parlavano molto bene già da un po’. Dal vivo sono stati una scoperta e mi hanno letteralmente conquistato.
* Il Teatro Degli Orrori: una sicurezza, una potenza. Il loro miglior concerto tra quelli che ho visto. Un cavvavmato di vock pev voi!
* Marlene Kuntz: nel difficile compito di rispondere con garbo ai fan che chiedevano a ripetizione Festa mesta, Ape regina e Sonica (nessuna delle tre è stata fatta), decidono di puntare soprattutto sull’ultimo disco, “Uno”, su tre cover (una dei Diaframma, una di Gaber e una della PFM) e su qualche classico che si inserisce bene tra le nuove (Nuotando nell’aria, Ineluttabile, L’esangue Deborah, La canzone che scrivo per te, A fior di pelle). Un gran concerto. La vera novità è che adesso nella disposizione sul palco Tesio sta alla sinistra di Godano.
Menzone di lode anche agli altri gruppi (Gea, Fabrizio Coppola e, ehm, Morgan. Ahahaha, Morgan. Uno stuolo di ragazzine lo aspettava fuori dal backstage con cartelli del tipo “Morgan 4 ever”. Il Castoldi è arrivato giusto il tempo di salire sul palco e se ne è andato subito dopo come una supercelebrità, non degnando nessuno. Ahahahah, Morgan.)
Singolarità.
“Nel mondo esistono 10 tipi di persone, quelli che capiscono i numeri binari e quelli che non li capiscono”.
E questa potrebbe essere la frase di oggi, e io questa frase la amo perché ogni volta mi fa ridere.
Ma si parla di musica.
Si parla di uno. Ma non un disco, un gruppo.
Si parla di “Uno”.
“Uno” è.
Una collezione di singolarità, un concerto di individui.
Diverso da quello che sono stati i Marlene Kuntz fin d’ora. E da qui si ricomincia.
Una storia nuova. Una storia diversa.
Una storia bella, da vivere a poco a poco.
Maccarone, m’hai provocato!
I Marlene Kuntz hanno messo sul loro MySpace due pezzi in inglese: si tratta di Skin deep (ovvero A fior di pelle) e Schiele she and me (vabbè, questa è facile).
Sto male.
E per tre motivi:
* La pronucia (ma questo è il problema minore).
* I testi. Scritti in collaborazione con Nick Cave, non rendono giustizia all’eleganza dell’italiano. Soprattutto Skin deep è troppo distante: il tironello sembra una canzone da adolescente depresso e si va aperdere la citazione modugnana.
* La linea melodica del cantanto: anche qui il problema è sul primo pezzo. Orripilante direi.
Ragazzi, orsù. A quando il nuovo disco? Così non penserete più a queste iniziative!
(p.s.: un saluto alla cara Mug che si stupiva che non scrivevo dei Marlene da un po’)
L’ultima tentazione di Cristiano
Sabato sera, S-Low Tour. Marlene si vuole palesare morbida stasera, dolce e intrigante. Il locale è pieno di gente e i diggeis scaldano l’ambiente. Poi inizia il tanto atteso concerto. Scaletta diversa dal solito, con alcune novità interessanti: Lamento dello sbronzo, Ti giro intorno, Fuoco su di te. I 4 suonano bene, al loro altissimo livello. Ma nonostante tutto ciò, non sono stato soddisfatto in pieno. Perché? Beh...
- Speravo in un live set più slow. Molto più slow. Pensavo ad una scelta più coraggiosa, arrangiamenti più d’atmosfera.
- Come già avevo fatto in passato, ho trovato una nuova categoria da aggiungere alla mia speciale tassonomia marleniana: il fan “sono un coglione e pure ignorante”. Lo si riconosce da fatto che l’altra sera gridava a squarciagola per richiedere Sonica oppure Festa mesta. Ma che c’entra? Se si chiama S-Low Tour ci sarà un perché, cribbio. E infatti Godano (apprezzo la sua pazienza) risponde: “Sonica, questa sera non si fa”.
Basta, non ho altro da dire. Marlene è sempre bella, mi irretisce in ogni caso, ma l’altra sera, mia cara, eri in cattiva compagnia...
Natale zero cinque...
Il Natale. Luci e suoni. Tante luci. Invece qui si parla di suoni, ma già si sapeva.
Quando ero piccolo il Natale era una cassetta originale di classiche canzoni natalizie cantate da Natalino Otto e Flo Sandon's. Poi non meravigliatevi di come sono cresciuto.
Quando ero un adolescente, diciamo dieci anni fa (oddio... di già?), il Natale era una cassetta di un gruppo di punk/hardcore melodico californiano chiamato Vandals. Il disco era ovviamente intitolato “Christmas with the Vandals: Oi to the world” e andavo in giubilo sentendo pezzi come A gun for christmas, Christmas time for my penis, I don’t believe in Santa Clause, My first christmas as a woman, Hang myself from the tree ma soprattutto Here I am Lord. Comunque la colpa è stata tutta di Goo.
Ok, dopo questo duplice auto-sputtanamento continuiamo.
Qualche anno dopo ho visto la luce, e il Natale è diventato una canzone ben precisa, tagliente e catartica:
“Ho l'universo in fiamme che mi lacera, le gambe rollano e non c'è da ridere, ho il cuore in gola ed è quasi Natale ma con tutta questa gente resto qua... merry xmas!”.
Era naturalmente Merry X-mas dei Marlene. Anche quest’anno il natale è questo, se non che... se non che si è aggiunto un disco dei Low del 2003 intitolato appunto “Christmas”. Canzoni sospese nel nulla, come il mio stato d’animo in questo Natale.
Un saluto a tutti miei amici, le uniche persone che riescono a farmi felice.
Grazie.
La messa è finita.
Il natale è finito.
The good son
Per chi non volesse ancora credere a quello che ho paventato in questo vecchio post, ho le prove ufficiali! Se leggete le ultime risposte alle domande dei fan nella sezione “parole” del sito dei Marlene, potete ben vedere che, parlando della versione di Bellezza per la compilation di Snowdonia, Cristiano Godano si riferisce al piccolo Enrico come “mio figlio”. Ok, non mi piace fare gossip inutili, ma era solamente per chiudere il discorso.
Entro in quello che vedo, e la penso rivolta verso di me
Non ho mai nascosto il mio amore per Marlene. Lei è così bella, intrigante e sensuale. E cattiva alle volte. L’altra sera (28 luglio 2005) ho seguito la scia deliziosa del suo fascinare fino a Bergamo. Ed eccola, si inizia con Bellezza e Canzone di domani e si chiude con Ape regina e Grazie. Grazie. Ho potuto ammirare un Godano con la barba di qualche giorno e vocalmente in formissima, un Tesio che, nell’osservarlo, mi ha suggerito tantissime idee chitarristiche che son curioso di provare sui miei pezzi, un pacioso zio Gianni in arte Maroccolo, un elegante Bergia, senza dimenticare Mr. Rob Ellis. Tutti fantastici, un po’ meno alcune categorie di fan di MK, tra cui due in particolare si sono messe in evidenza ieri sera:
- Il giovane infantile testa di cazzo: facile riconoscerlo perché rimane in incognito fino a canzoni come Festa mesta o Sonica su cui poga come un disperato dimostrando di aspettare solo quel momento, caratteristica sottolineata dal fatto che durante gli altri pezzi, soprattutto quelli nuovi, fa salotto, chiacchiera dei fatti suoi, mangia, beve, scatta foto a se stesso e agli amici, provocando un’irritazione crescente a chi il concerto vorrebbe seguirlo nel migliore dei modi.
- L’intellettuale deviato che “sa tutto lui”: lo trovate a fine concerto che attende l’uscita dei suoi beniamini anzi in realtà solo di C.G. con cui lui è sicuramente l’unico che ha la possibilità di una discussione alla pari. Il povero cantante-chitarrista viene sottoposto a domande stupide e banali, per non dire irritanti, ma reagisce sempre con garbo, ironia e disponibilità. Quello che potrebbe essere un importante momento di confronto tra pubblico e artista viene completamente distrutto.
Alla prossima volta l’analisi di altre due categorie, quella del fan “che i Marlene sono solo quelli fino a Il vile” e quella del fan “che se non fanno Nuotando nell’aria non è un concerto dei Marlene”. Un grazie a Blixa per il supporto dell’analisi.
Scintillerò di rime in fondo agli occhi tuoi
Una notiziuola veloce veloce: Felson prende cittadinanza su RockLab! Potete leggere la recensione di “Bianco sporco” dei Marlene Kuntz che ho fatto per quel gran sito proprio qua. E poi andate ad ascoltare quel meraviglioso disco! Subito! (Intanto io festeggio questa mia piccola vittoria personale con estrema soddisfazione, per la serie “ecco il Lester Bangs de noaltri”).
Una notizia curiosa
L’etichetta indipendente Snowdonia ha prodotto una compilation dal titolo “Lo zecchino d'oro dell'underground”, una raccolta di brani accomunati dalla presenza di almeno un bambino alla voce. La vera notizia è che (oltre a gruppi come Maisie, Aidoru, Mariposa, Rosolina Mar e altri) anche i Marlene Kuntz partecipano “con la versione inedita e progenitrice dell'attuale singolo Bellezza; in assenza di violini, con una strofa in più dopo il secondo ritornello, e chitarre crunch, rullante chiuso, vocina grintosa e stizzita del piccolo Enrico Godano” (così riporta la mail proveniente dal sito stesso dei MK). Ora la domanda è: chi è Enrico Godano? Che Cristiano abbia un figlio? Un fratellino minore? Oppure un nipotino (presumibilmente il figlio di un fratello)? Speriamo di fare luce sul mistero.
Felson in Ferrara is the new l...
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