B r e v i v i a g g i s o n o r i
Cercasi nuovo template, si ricambia con sempiterna riconoscenza.





Mail: sonic-kid [at] libero.it
Msn: ed.felson [at] hotmail.it
Buona la seconda!
Il vero singolo degli Afterhours è meglio dell’altro. Si intitola Pochi istanti nella lavatrice (lo potete sentire qua). Però l’altro ieri ho riascoltato “Quello che non c’è” e i confronti si fanno davvero impietosi.
Evabé.
Milano, ritorno sulla circon-uallera esterna.
Nuovo disco per gli Afterhours, nuovo singolo, nuova etichetta e nuovo tour.
Nel dettaglio.
Il nuovo disco si chiamerà: “I milanesi ammazzano il sabato” in uscita il due di maggio.
Il singolo invece è: È solo febbre e lo potete vedere qui. A me non dice granché.
La nuova etichetta è una major, la Universal.
Ed ecco qui le date del nuovo tour. Per la cronaca a Milano suoneranno il 23 maggio al Palasharp per la “modica” cifra di 16 euro + prevendita. Alla facciazza di chi ammazza il sabato.
Se questi son problemi.
Il candidato prenda le seguenti quattro cover di diversa estrazione, qualità, inaspettatezza e livello di divertimento (Britney Spiarz – Baby one more time / Neil Young – Cortez the killer / Jeff Buckley – Liliac wine / Lou Reed – Satellite of love) e le disponga su un piano cartesiano definendo le variabili dell’asse delle ascisse e quello delle ordinate dimodoché ne esca un quadro esauriente ed esemplificativo dell'ottimo concerto degli Afterhours a Cascina Monlué, detto anche “Il concerto per la festa della fine del liceo e dell’inizio delle vacanze estive”.
Successivamente il candidato posizioni sul suddetto piano le altre caratteristiche peculiari:
- panino, salamella e patatine
- birra e vodka lemon
- tanta gente
- gran caldo
- una brezza leggera rinfrescante
- nuove conoscenze
- vecchie conoscenze
Tempo disponibile: due ore.
Non copiate dal vostro compagno di banco.
Chi prende meno di 26 lo aspetto all’orale.
È primavera, svegliatevi ggggiovani d’oggi!
M: La tua primavera è un incubo...
Fe: Beh, non essere apocalittico, Manuel, non sto così male!
M: ...in cui lo Stato cede alla pornografia.
Fe: Ah, parli di Corona e delle sue foto! Eggià, brutte storie.
M: Il niente da distinguere, finché poi non sai più cosa sentire.
Fe: Sì, so bene come fanno i mass media: buttano su il polverone, nessuno capisce niente e poi puff... tutto svanito. E le persone poi rimangono coi dubbi.
M: Pensi di avere un credo, poi lo adatti a quello che sei.
Fe: Ruini? No, perché inizialmente pensavo che stessi parlando di Lele Mora. Ma devo dire che mi piace questo tuo interessamento ai fatti dell’attualità, perché sai dopotutto...
M: E come può il mio amore essere limpido, se è la mia nazione che mi inquina?
Fe: Il protocollo di Kyoto? Ma Manuel, ti stai esercitando per le prossime elezioni? Vuoi candidarti? Bravo, il tema ecologico è sempre sentito dalla gente comune. Manuel? Manuel? Perché te ne vai? Manuel? Dai, torna qui, prometto che ti voto! Manuel?
(Sì lo so, sto impazzendo)
Spiego ai miei sogni il concetto di onestà.
Ci sono cose che iniziano e finiscono (tutte, adesso che ci penso). Quando capisci che dopo tanti anni è giunta la fine, beh, a volte è dura da mandare giù. Stavolta non è stato così, la fine è stata dolce e accondiscendente, se di fine si tratta. Un coma farmacologico forse. E già qui ci sarebbe da discutere: meglio staccare la spina o no?
I giovani cuori falliscono...
E allora bisogna essere onesti con se stessi, avere la freddezza di dire che è stato una sorta di fallimento lungo 4 anni, che è bello fare i perdenti, ma a volte è troppo. Anche perché in questo campo la mia tradizione è di lunga data. E le cose cambiano. E anche io. E adesso ho voglia di immagini che spelndono di vita nuova e fanno gli altri me in alterazioni di desideri differenti.
Sto parlando di musica, neh!
Di musica suonata.
Da me, nel dettaglio.
Ma le parole aderiscono anche ad altre emozioni.
Si ricomincia? Si ricomincerà? Forse no, forse chissà, forse ma forse...
Forse è meglio di no.
Ora c’è solo bisogno di stare tranquilli per un po’.
Anche perché la mia autostima come musicista è scesa di parecchio. E parecchio è un eufemismo.
Poi, se un nuovo progetto mi farà innamorare, io sarò pronto.
P.s.: Una nota a margine di poca importanza: non ascoltavo “Non è per sempre” da almeno 3 anni. Vederlo diffondersi nella mia macchina per un paio di giorni è stato davvero strano. Voglia di tornare al passato?
Dal nostro inviato...
Blixa, che alla domanda “Come è andato ieri il concerto all’Idroscalo” risponde:
“Afterhours belli e bravi, con Enrico Gabrielli factotum a tastiere e fiati davvero un valore aggiunto. Ma come sempre non finiscono mai di piacermi al 100%”.
Faccia da cool e altre storie
Cito con incredibile ritardo (ma non vedo il problema) quattro cose:
1- Alex Turner, diciannovenne cantante e chitarrista degli oramai ovunque-presenti Arctic Monkeys, è stato eletto da NME “uomo più cool del pianeta”. Ora, io mi chiedo perché. Prima di tutto capiamoci: la migliore cosa scritta a proposito delle scimmie artiche dopo mesi e mesi di parole buttate qui e là da giornali, riviste e blog, è qui, e con essa sono completamente d’accordo: poche righe che dicono tutto quello che c’è da dire. La seconda domanda è: non c’era un uomo più cool? Sono i miei modelli ad essere sbagliati? Sono l’unico a preferire un modus operandi alla Stephen Malkmus, che nessuno se lo caga ma ha fatto cose incredibili con i Pavement e mi sta dando grosse soddisfazioni anche da solista? Evabè... sarà che cerco la bellezza ovunque, ma qui non c’è ne è così tanta come si dice in giro...
2- Seconda notizia (oramai datata ma importante): Andrea Pomini lascia i Disco Drive, e qui potete leggere il suo messaggio di addio. In bocca al lupo sia a lui sia ai due musicisti rimasti.
3- Altra defezione: Andrea Viti lascia gli Afterhours per motivi “personali, lavorativi e umani”. Prima di suonare con la nota band milanese aveva militato nei Karma (chi li ricorda a parte me?).
4- Oramai lo sapete tutti ma non interessa a quasi nessuno (tranne ad Alton, obviously): è certo, gli Smashing Pumpkins si riformano. Io lo avevo già paventato mesi fa. Ma c’era bisogno dopo quel disco di Billy che in tutte le classifiche di fine anno era al primo posto nella categoria “album peggiore”?
I giovani d’oggi mi scatarrano su (e allora un bel cazzotto, và)
Lo sapete tutti e la notizia è stravecchia (24 febbraio): Manuel Agnelli è stato coinvolto al Fillmore di Cortemaggiore (Piacenza) in una rissa con alcuni suoi (pseudo)fan, rei di aver disturbato per tutto il concerto prima con grida,. sfottò e insulti, poi con sputi (e oggetti sul palco, pare). In un primo momento mi son detto “sebbene i fan degli Afterhours siano per la maggior parte insopportabili (un gentile eufemismo, ma citando la stessa band avrei potuto chiamarli “giovani coglioni”), forse il Manuel nazionale ha esagerato, insomma magari invece che un paio di ceffoni poteva usare il metodo Montessori per educare quei ragazzini”. Poi, venendo a conoscenza di ciò che i cosiddetti fans hanno dichiarato per giustificare il proprio gesto (del tipo “non avevano avvisato che si trattava di un tour in cui i pezzi venivano fatti in inglese” e “non è stato giusto che non ci sia stato permesso di cantare in coro le canzoni”), allora non posso che sottoscrivere in pieno il primo commento di questo post: “Ho la certezza quasi matematica che non gliene abbia date abbastanza”. Forse era necessario riportare di nuovo la notizia per chedersi: ma dov’è finita la libertà artistica?
Ho il serio sospetto di essere in crisi – Parte I
Se l’obiettivo è vivere per non farsi del male allora ho sbagliato tutto.
Come potete vedere, ci sono due miserie in un corpo solo: la prima è una sorta di eleganza, e si esprime per la maggiore quando indosso il vuoto con classe accoppiata ad una sorta di inquietudine che non si cura mai. La seconda è rappresentata dalla violenza della stabilità: guardate, tutto è tranquillo intorno a me. Sempre.
L’amore è una patologia, e nel mio caso si chiama ipocondria: è l’amore che non c’è, ma che dovrebbe esserci. Le tue labbra sono nude, penso. Il problema è che io sono lontano, e che tu mi vedi lontano. Oppure non mi vedi. Ma pensandoci bene, non ci sei. Sei solo un’idea sfumata fatta di bianco calore. Ma la testa sa che ci sei solo tu. E allora rimango qui a mentire alle mani, e allora divento l’eroe del mio inferno privato, e allora rieccoci da capo. Torneremo a scorrere, mi dico. Ma intanto tutto è calmo, intorno a me.
E allora sto qui, con la chitarrra nel vuoto e il mio cazzo inutile.
[ps: non è che io abbia risolto i miei problemi tecnici, è che semplicemente mi sono stancato di tutta questa insostenibile attesa]
Alla conquista!
Gli Afterhours stanno per far uscire tra poco “Ballads for little hyenas”, versione per il mercato internazionale (sia europeo che americano) del tanto acclamato “Ballate per piccole iene”. Una versione in lingua anglofona. Ho visto il video di White widow: è carino, nonostante sia focalizzato solo sul gruppo che suona, il tutto sapientemente manipolato con effetti ottici di fuori fuoco e amenità simili. Agnelli che ritorna a cantare in inglese lascia un sapore strano. Mi ricordo quando li intervistai per la prima volta, era il tour di “Quello che non c’è”. In una lunga e animata discussione chiedevo loro spiegazioni su due cose: l’assenza assoluta di cover (era una domanda sfiziosa visto che li avevo sentiti fare nel soundcheck Fake plastic trees dei Radiohead) e la mancanza di voglia di buttarsi su un’avventura estera. Loro restavano sulle loro posizioni. Poco dopo (un anno?) spunta La canzone di Marinella, il rapporto con Dulli e adesso the english version. Si vede che io ero troppo avanti all’epoca...
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